horror orrore letteratura festival della letteratura dei morti Un evento funesto, funereo, lugubre, noir – ("noir" va sempre bene) – si aggiunge agli infiniti festival, festeggiamenti e feste tanatiche che allietano il nostro Paese

La Festa (o il Festival) Permanente della Letteratura dei morti


Scrittori e letterati cadaveri tutti insieme mortalmente

Il Festival della Letteratura dei Morti
Pubblico al Festival (o festa) della Letteratura dei morti
Più noir di così si muore

(E si finisce alla Festa della Letteratura dei Morti)


Quasi non bastassero i fasti funerei delle legioni di festeggiamenti letterari immolati alla celebrazione di carte mortali, scopriamo con funesto piacere l'esistenza – grazie all'amico Oscarre – di una nouvelle vague tutta sfumature di nero-noir e trionfo dei morti parlantiL'orrore! L'orrore!»).

Ecco parte del resoconto di questo viaggio nell'horror reality del nostro novello Orfeo noir:

(...) E si diresse qualche decina di metri in là – là verso il palco dove stava per iniziare la conferenza della Festa della Letteratura dei Morti. Anzi era già iniziata: sul palco diciannove bare ben microfonate contenevano diciannove letterati morti che discutevano dell’indiscutibile.
Dozzine di spettatori vivi e ben vegeti plaudivano, in un ininterrotto trionfo di necrofilia, alle implausibili sentenze che i cadaveri letterari sgranavano incontenibilmente, accavallando le orrende voci: da arpie i morti maschi, da basilisco le morte femmine. In tanto scalmanìo, i cadaveri della letteratura rischiavano di assumere coloriti non consoni al loro stato, ecco perché, ogni pochi secondi, un addetto (con apposito scafandro) passava sul palco a tirare badilate di calce in faccia a quella bieca squadriglia, ed ecco perché un secondo addetto, all’acuirsi del profumo di roba in putrefazione – sempre per l’infervoramento, aggravato però dal maligno concorso della calura che il temporale aveva poco attenuato – non tardava a effettuare lanci di calce viva, che otteneva l’effetto di sedare per qualche istante quel funereo collettivo.
Il pubblico, pur in plaudente orgasmo, veniva dotato di mascherine per la protezione delle proprie vie aeree; su richiesta, era possibile ottenere dagli organizzatori anche dei tappi di piombo da infilarsi nelle orecchie. Difficile accorgersene, ma tutto il pubblico era munito di quella salvaguardia. È possibile che proprio per questo dimostrasse tanto entusiasmo per le logodiarree, le infette orazioni, i sibili, gli sbavamenti, gli spruzzi interdentali, i vomiti ignei, gli sbadigli velenosi, i laidi singulti, i fetidi de profundis clamavi, i lapilli infernali, le abiette fonazioni in generale e tutte le verminose offese che, col pericolo di ingenerare una cancrena nel mondo, producevano quelle bocche che una iena terminalmente malata avrebbe schifato.
Accadde tuttavia un fatto oggettivamente positivo: un giornalista garantista, in veste di moderatore di quell’evento funebre, ed esterno alla schiera dei diciannove in bara, fu colpito in piena bocca dalla considerazione di un letterato cadavere in merito alla nouvelle vague della letteratura tanatica: cadde come corpo vivo cade e giacque come corpo morto giace. Fu provvisoriamente sistemato nella bara del letterato dell’onda nuova – che lì per lì si sentì profondamente infastidito da quel fuori programma, ma dopo lesto calcolo concluse che il garantista gli poteva tornare utile nel suo futuro senza limiti. Gli concesse dunque il limbo. (...)

Questo è solo un assaggio dell'esperienza vissuta (o morta) dal nostro copywriter dell'horror. Il resto viene descritto con toni allucinati nell'allucinato ebook 47 morti che parlano (The Horror! The Horror!), che, badate, è a sua volta un assaggio (sampler) di ciò che pochi (fra cui Mistah Kurz–He Dead) hanno potuto vedere.
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racconti horror noir
Illustrazioni / elaborazioni grafiche: Mauro Pascolat

Illustrazioni: Stefano Baratti
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